Valerio Minnella @ValerioMinnella – 21 .04 — 14 MAGGIO 2023 — PRESENTAZIONE DEL SUO NUOVO LIBRO- DA VARIE FONTI -link sotto ++ RADIO ALICE

 

 

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Valerio Minnella @ValerioMinnella

Ripartiamo dai fondamentali: Né dio, né stato, né servi, né padroni.

radioalice.org
selapatriachiama.org
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Via del Pratello 53 40122 Bologna, Emilia-Romagna

 

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone, persone che suonano strumenti musicali, persone in piedi e spazio al chiuso

BANDA RONCATI– CENTRO SOCIALE IL 16 MARZO

 

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FOTO DEL CENTRO SOCIALE DELLA PACE –11 GENNAIO

 

 

 

TUTTO SOPRA DAL FACEBOOK ” CENTRO SOCIALE DELLA PACE “

https://www.facebook.com/centrosocialedellapace/photos/2352065031638164

 

 

 

 

Pubblicato il  

 

La presentazione ufficiale del libro  di Valerio Minella
sul blog Giap, con le date dei primi incontri pubblici già definiti.

 

 

Giap

 

segue da :

https://www.wumingfoundation.com/giap/2023/05/se-vi-va-bene-bene-se-no-seghe/

 

Valerio Minnella Archives - Giap

 

nel link sopra trovate tutto lo scritto che non sarete riuscite a leggere sopra

 

 

RADIO ALICE 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi

 

ARTRIBUNE _- 28 FEBBRAIO 2016

Radio Alice. Quando i new media correvano nell’etere

Radio Alice. Quando i new media correvano nell’etere

  

STORIA DI UNA RADIO CHE ANTICIPÒ I TEMPI. SI CHIAMAVA RADIO ALICE, SI ISPIRAVA A GIANNI CELATI ED ERA LA RADIO DEL MOVIMENTO BOLOGNESE. CON DIRETTA TELEFONICA E TANTA IRONIA, MA NESSUN PALINSESTO.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto BerardiPresentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 – photo Alberto Berardi

Bologna è stata un laboratorio all’aperto, dove le idee e le opinioni circolavano a grande velocità, con letture frettolose o echi del sentito dire, e subito superate da altre. Poi è finita: è iniziata l’era di una nuova dogmatica economica, con una domesticazione ancora più faticosa dell’animale umano.

Gianni Celati, prefazione al libro Alice disambientata

 

Alice disambientata - copertina

Alice disambientata

Le Lettere, 2007

Bologna, primavera 1977. L’università è occupata. Al DAMS c’è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi geniali e non si stanca mai di raccontar storie. Così il suo seminario su Lewis Carroll si trasforma in un collettivo politico, una scuola di scrittura creativa, un cineclub, un concerto rock, un set psicanalitico. Soprattutto un posto dove «farsi delle storie». Alice è l’emblema del Movimento. Un’Alice disambientata perché ormai è dappertutto: cade, precipita, rimpicciolisce e ingrandisce. Il suo, dicono gli studenti e scrupoloso annota il prof, è «un modo per non farsi catturare». Nasce questo volume, esperimento di scrittura collettiva, libro-nonlibro, frutto della collaborazione tra individui «che si identificano molto l’uno nell’altro (si innamorano anche) ma non si identificano più in nessunissimo capo». Un volume che ora l’autore riscrive da cima a fondo, corredandolo di illustrazioni scelte nella grande tradizione iconografica del capolavoro di Carroll, ma anche fra le icone pop di quel tempo.

 

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Gianni Celati, pseudonimo di Giovanni Celati (Sondrio10 gennaio 1937 – Brighton3 gennaio 2022), è stato uno scrittoretraduttore e critico letterario italiano.
nella foto  siamo nel 2001–https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Celati

 

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Alice è in paradiso – ITA di Guido Chiesa– 58 minuti ca-

 

Sono entrato in radio quando sono entrato in contatto con me stesso”, dice uno dei protagonisti di Radio Alice durante il film documentario Alice è in paradiso di Guido Chiesa. Spiegare cosa è stata Radio Alice (e quindi Bologna) senza averla vissuta risulta complesso, si crea subito una distinzione tra chi c’era e chi no, chi quell’epoca non l’ha vissuta. Una distinzione che si è seduta fianco a fianco tra le poltrone del Cinema Europa di Bologna, dove è avvenuto l’incontro. A quarant’anni dalla nascita della storica emittente, il Kinodromo di Bologna ha voluto far parlare chi questa radio la creò, proiettando il documentario di Guido Chiesa e incontrando alcuni fondatori della radio.

DARE VOCE A CHI NON HA VOCE. NASCE RADIO ALICE

Radio Alice fu un’emittente radiofonica, nata a Bologna nel febbraio del 1976. Ben presto, però, diventò una delle più note radio libere italiane per essere il punto di riferimento del movimento antagonista bolognese. Non solo. Fu un modello essenziale per innovativi linguaggi. Un nuovo tipo di comunicazione, oggetto di studio successivamente anche fuori dai confini nazionali.

L’unica regola di Radio Alice era: tutto deve basarsi sulla creatività e sulla spontaneità. Non ci deve quindi essere alcun tipo di filtro o di censura nei confronti di persone, linguaggi o idee; non ci deve essere nessun tipo di struttura organizzativa o un palinsesto predefinito. E poi c’era Potere Operaio. Lo slogan era: dare voce a chi la voce non l’ha avuta mai.

Una fotografia di Francesco Lorusso e accuse ai carabinieri su Lotta continua

Una fotografia di Francesco Lorusso e accuse ai carabinieri su Lotta continua
foto di : https://ladigacivile.eu/lorusso

 

 

Tutto questo fino all’11 marzo 1977, quando la polizia uccide lo studente Francesco Lorusso, disarmato militante di Lotta Continua. In seguito a questo episodio, diffuso subito dalla radio, parte della città insorge riempiendo le strade. Ci sono violenti scontri, tanto che a Bologna interviene l’esercito. Radio Alice decide di continuare le sue trasmissioni, e lo fa come ha sempre fatto, senza censurare le telefonate e i commenti di nessuno. Viene così accusata di dirigere la rivolta. Nella serata del 12 marzo la polizia entra nella soffitta di via del Pratello 41, la sede fisica della radio, procedendo all’arresto dei presenti.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi
Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 – photo Alberto Berardi

 

LE STORIE DI ALICE

È il 1976. Siamo nel periodo delle liberalizzazioni delle radio, la situazione a Bologna è vivace. “Ci si chiedeva cosa fare, ci intrigava molto il mondo della comunicazione e aprire una radio costava pochissimo. Così è nata Radio Alice”, raccontano i suoi fondatori. A quel tempo a Bologna “si stava svegli alla notte, che si passava sempre di osteria in osteria. Al tempo si viveva un po’ ovunque”. È questo il contesto in cui arriva Radio Alice, che “non si può dire che abbia copiato da altri. Eravamo molto dadaisti, molto ‘alla Majakóvskij’”.

Un gruppo di giovani dai diversi interessi, lavori, studi, estrazioni sociali. Al Dams di Bologna c’è un professore stravagante, Gianni Celati, che scrive saggi e racconta storie. Il suo seminario su Lewis Carroll all’università è seguitissimo, tanto che si trasforma in collettivo politico, in un concerto rock, una radio. Alice diventa l’emblema del Movimento del ‘77, “un modo per non farsi catturare”, dicono gli studenti e annota il professore Celati nel libro Alice disambientata. Quasi tutti quelli che girano all’inizio per Radio Alice sono studenti suoi.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi

 

“MICROFONO APERTO O NO? E SE POI CHIAMANO IN DIRETTA I FASCISTI?”
Parlare di tutto, da parte di tutti. L’idea di Radio Alice era infatti quella di collegare il filo del telefono all’antenna della radio. Per la prima volta, la radio si trasformava in strumento di produzione culturale da parte di tutti, con un uso continuo della diretta telefonica.

Raccontano i fondatori di Radio Alice: “Ci chiedemmo subito se avesse senso lasciare libertà a chiunque di parlare. Aveva senso. Tutto meritava di essere trasmesso, purché ci fosse qualcosa da dire”.

Oltre alla musica, si leggevano libri, comunicazioni sindacali, poesie, liste della spesa, commenti ai fatti del giorno, favole della buonanotte. Tramite Radio Alice si facevano comunicazioni di ogni tipo, “c’era chi ci chiamava per dirci che gli avevano rubato la bici” e “c’era la trasmissione dei lasciati, dove chiamavano quegli uomini che le femministe avevano mollato, o altri in cui per la prima volta emergevano le problematiche della vita di studente, del rapporto coi coinquilini”.

Nel 1976 usare la diretta telefonica era qualcosa di impensabile, ma Radio Alice faceva quello che fanno ora cellulari e internet. “C’erano dei programmi meravigliosi, ma non potevi mai sapere prima quando ci sarebbero stati”.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi
Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 – photo Alberto Berardi

 

VIA DEL PRATELLO 41, UN LUOGO DI INCONTRO

La gente ci veniva a trovare, ognuno ci raccontava le sue storie. Il primo giorno eravamo in sette alla radio, il secondo in duecento”, racconta Stefano “Sbarbo” Cavedoni degli Skiantos. “Fu una voce fondamentale per moltissime persone. Era il luogo della verità”. C’era un tessuto emotivo viscerale, intenso. “Siamo passati come la generazione che faceva le orge, perché è stato tutto banalizzato. Invece si sperimentava, ma nel rispetto reciproco. Il grande fascino di Radio Alice”, continua Cavedoni, “è che era uno tsunami di intelligenza, un approfondimento continuo sulle cose nuove che stavano accadendo”.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi

La radio di via del Pratello aveva le porte completamente aperte. “La stessa Bologna musicale deve tanto a Radio Alice”, commenta Valerio Minnella, tra i fondatori della radio. Realtà come gli Skiantos devono molto a Radio Alice”, continua Cavedoni, “perché quello che proponeva non era retorico, ma aveva le sue radici sul demenziale o si sdrammatizzavano fatti importanti con molta ironia”.

 

LA FINE DI UN’ESPERIENZA (TROPPO?) INTENSA

Radio Alice ha vissuto per tredici mesi, poi è scoppiata. “Già nel giugno‘76 il gruppo fondatore era scoppiato, perché quello che si era creato era un livello di intensità che non poteva durare per molto tempo”, spiegano Minnella e Stefano Saviotti. Dall’esperienza della radio c’è chi ha aperto un centro olistico e chi ha partecipato ai gruppi armati”, conclude Saviotti, ora titolare di uno studio di bioenergetica.

 

Presentazione di Alice è in paradiso di Guido Chiesa, Bologna 2016 - photo Alberto Berardi

 

Secondo lui, non c’è stato però quel fenomeno di pentitismo e i fatti di sangue vennero contenuti grazie soprattutto alle donne presenti nel gruppo. “C’erano molte relazioni e cambiavano spesso, ma loro riuscivano a comunicare solo quello che sapevano non avrebbe fatto male: le donne di Bologna hanno costruito una rete emotiva e affettiva. Molti si sono dissociati dalle idee, ma è stato difficile dissociarsi dall’umanità. Questa è stata la grande forza di quel tempo.

E dopo Radio Alice? Rimangono le parole di chi l’ha vissuta, di chi può raccontarla dando nuovi spunti per capire l’Italia di allora. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, detta tra i denti da uno dei fondatori nel documentario di Chiesa. “Dopo Radio Alice arrivò la droga, l’eroina che venne diffusa come un analgesico. E tutti in nostri dadaismi andarono a farsi fottere”.

Anja Rossi

 

 

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1 risposta a Valerio Minnella @ValerioMinnella – 21 .04 — 14 MAGGIO 2023 — PRESENTAZIONE DEL SUO NUOVO LIBRO- DA VARIE FONTI -link sotto ++ RADIO ALICE

  1. DONATELLA scrive:

    Quegli anni, come è documentato bene da Radio Alice, c’era un grande magma sociale, culturale e politico, che purtroppo nessuno è riuscito a governare e a consolidare in qualcosa di duraturo. Resta il ricordo di quelle esperienze così cariche di futuro, talmente piene di significato che sono scoppiate come una bolla variopinta.

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