ANTONI GAUDI’: CASA BATLLO’–1904-1906 — BARCELLONA — La biografia di Gijs Van Hensbergen, Lindau, 2015

 

 

Antoni Gaudí: Vita e Opere Principali【Ricerca Breve】

ANTONI GAUDI’

Antoni Gaudí i Cornet (Reus ( Tarragona )25 giugno 1852 – Barcellona10 giugno 1926) è stato un architetto spagnolo di cultura catalana, massimo esponente del modernismo catalano, pur essendo la personalità meno organica a tale movimento artistico di cui comunque condivideva i presupposti ideologici e tematici, completandoli però con una ispirazione personale basata principalmente su forme naturali.

Definito da Le Corbusier come il «plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro», Gaudí fu un architetto estremamente fecondo: sette delle sue opere a Barcellona figurano dal 1984 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

https://it.wikipedia.org/wiki/Antoni_Gaud%C3%AD

 

 

 

 

 

CASA BATLLÓ (1904-1906)

 

 

 

 

 

Brillante esempio del Modernismo catalano quest’opera venne commissionata a Gaudí dalla ricca famiglia Batlló e tutti i guadagni ottenuti dalla sua realizzazione li destinò per il grande progetto della Sagrada Familia. 

I materiali più classici del Modernismo sono presenti in questo edificio. Gaudí coprì tutta la facciata ed i tetti della Casa Batlló con ceramica di colori formando i suoi classici mosaici.

 

 

 

FrDr – Opera propria

La casa Batlló è uno degli edifici più belli del quartiere barcellonese di Eixample. Si tratta dell’abitazione della famiglia Batllò trasformata da Gaudì tra il 1904 e il 1906 e rappresentante una delle sue opere più vivaci. 

 

 

Le curve delle finestre, dei balconi e del tetto avvolgono la costruzione come onde del mare.

 

 

 

FrDr – Opera propria

 

FrDr – Opera propria
FrDr – Opera propria
FrDr – Opera propria
FrDr – Opera propria
Kent Wang from Barcelona, Spain – Casa Batlló

La facciata posteriore di casa Batlló
Amadalvarez – Opera propria

Dalla soffitta, caratterizzata da una serie di alte volte, come nella Casa Mila, si accede al tetto.

 

 

Particolare del soppalco

 

Il tetto ondulato invece, è coperto di “scaglie” ed ha le sembianze di un drago senza testa né coda. 

 

FrDr – Opera propria

 

L’ondulanza al centro della facciata simboleggia la freccia che S.Giorgio lanciò per colpire il drago.

 

 

 

FrDr – Opera propria

 

 

Una luce soffusa entra dalle grandi finestre della facciata.

Anche all’interno le finestre prendono luce dall’alto

Nel suo interno spicca l’interesse di Gaudí per le opere artigianali.

FrDr – Opera propria

 

 

Gaudí - Gijs Van Hensbergen - copertina

 

TITOLO :   Gijs Van Hensbergen, Gaudì
D. Mengo (Traduttore)
Lindau, 2015

Se i suoi capolavori (dall’immenso cantiere medievale della Sagrada Familia al Park Gùell, da Casa Battio a Casa Mila, per non citarne che alcuni) sono stati oggetto di analisi meticolose, la sua vita è sempre rimasta sullo sfondo. Eppure presenta molteplici motivi di interesse, a cominciare dalla sua personalità complessa e in apparenza contraddittoria. I contemporanei lo descrivono dandy e barbone, nobile e meschino, mistico ed eccentrico, solitario e patriota. Per non parlare della sua fede cattolica talvolta spinta all’eccesso (il digiuno quaresimale del 1894 lo portò quasi in punto di morte), del perfezionismo esasperato nel lavoro, dell’attenzione costante alla salute e al benessere degli operai che lavoravano nei suoi cantieri.

 

 

«Pochi artisti hanno plasmato la nostra percezione di una città in modo altrettanto totalizzante di Gaudí. E pochi architetti sono stati emblemi altrettanto forti della loro cultura. Gaudí, Barcellona e la Catalogna erano, e sono, eternamente interconnessi. È quanto emerge dalle pagine di “Gaudi” (Edizioni Lindau, pagine 364, euro 28, illustrato), la biografia di Giis Van Hensbergen, lo storico dell’arte del “Wall Street Journal”. Una biografia incredibilmente emozionante, che Van Hensbergen anima grazie a un potente impulso narrativo.

 

 

Casa Battlò

 

La notorietà  di Gaudí si è diffusa lentamente, e oggi probabilmente è  l’architetto più famoso del mondo. La sua eredità architettonica viene celebrata in Giappone e Corea, Germania e America Latina. Un ammiratore giapponese esprime la sua meraviglia per il fatto che, mentre le sue opere in Giappone sarebbero conservate in un museo, a Barcellona sono ancora parte integrante del tessuto cittadino. Forse il vero fascino di Gaudí sta nella sua assoluta accessibilità. Alcune delle sue creazioni mostrano una volgarità in stile Disney, ma nelle sue migliori espressioni è al contempo sensuale e profondamente semplice. Arte per tutti, generosa e umana. E la sua architettura è ancora in voga.

Gaudí è  una figura assolutamente contemporanea – olistico, spirituale e incredibilmente originale. Era un ecologista: per creare i suoi edifici riciclava ceramiche rotte, terrecotte, giocattoli di bambini, vecchi aghi, strisce metalliche per imballare le stoffe di cotone, molle di materassi e rivestimenti bruciati di forni industriali.

 

Come un Leonardo del XX secolo, Gaudí è l’apoteosi dell’artista in quanto inventore. Eccezionalmente fertile, la sua ardente immaginazione ha bruciato gli ingialliti manuali di costruzione. Il suo dono era l’incredibile capacità d’immaginare un edificio e di trasformare questa immagine in realtà. E nel far ciò creò una tipologia di costruzioni completamente nuova.

 

Alcuni trovano che le sue creazioni siano difficili da comprendere, e quindi non riconoscono la generosità del suo stile. Per costoro, le sue torri mostrano i segni dell’imminente disintegrazione, ma Gaudí richiama sempre una grande varietà di spettatori, molto diversi fra loro. Il suo occhio attento ai dettagli è molto giapponese, la religiosità estremamente cattolica – e pur tuttavia la brillantezza strutturale delle sue bianche stanze d’attico è calvinista nella sua purezza.

 

Gaudí continua ancora a costruire – dalla tomba. Dio era il suo mecenate principale e, secondo l’artista, non aveva molta fretta. Aveva aspettato centinaia d’anni il completamento delle cattedrali di Chartres e Siviglia. Se lo standard era questo, non erano poi tanti altri 150 anni per la sua Sagrada Família.

 

Eppure, anche questa prospettiva è destinata a cambiare. Infatti, si prevede che la Sagrada Família verrà completata intorno al 2030, supponendo che il cospicuo afflusso di donazioni non si esaurisca.

 

Mentre l’architettura di Gaudí è un libro aperto, la sua personalità, quella del solitario «sacerdote della bellezza» di Barcellona, è sempre stata molto meno accessibile. L’uomo Gaudí rimane un enigma, l’ultimo grande artista moderno a sfuggire allo sguardo del biografo.

 

Gran parte degli studi del passato hanno tralasciato di collocare Gaudí in un qualche contesto culturale, preferendo considerarlo una figura solitaria che attraversò il palcoscenico catalano, oppure si sono concentrati solamente sulle sue forme architettoniche elaborate. Così, sono stati trascurati molti eventi chiave della sua vita, eventi che invece si sono dimostrati pietre miliari, o inneschi, per l’architetto, la sua opera e la cerchia più vicina a lui. Per esempio, la perdita dell’impero da parte della Spagna nel 1898, e la Settimana Tragica del 1909, durante la quale vennero dati alle fiamme conventi e chiese, furono due eventi che ebbero un forte impatto su Gaudí e sui suoi amici e mecenati, e che trasformarono completamente i suoi schemi creativi.

La situazione politica della Catalogna era complessa e potenzialmente esplosiva. La difficile alleanza con la Spagna (Castiglia) era una immensa fonte di tensione. Per questa ragione, ogni volta che è stato possibile, ho lasciato che scrittori spagnoli e catalani parlassero con le loro voci.

Alcuni intellettuali e politici spagnoli, prima della Guerra Civile, notarono i segnali dell’imminente pericolo, ma non ebbero il potere di arrestare il moto della sempre più vicina crisi. Sono state poche le generazioni che si sono autoanalizzate così ferocemente quanto quella di Gaudí. Poche si sono avventurate in un processo di scoperta del sé così doloroso. Durissima già all’epoca, gran parte della loro critica apre ferite sanguinanti ancora oggi. Queste tensioni sociali e politiche fra riforma e reazione rappresentano il sottotesto e le strutture nascoste dell’opera di Gaudí.

Una biografia che affronti un simile mito è per sua natura piena di complicazioni, ma in questo caso ci sono anche dei problemi che vanno al di là della metodologia. Tutti gli archivi personali e lavorativi di Gaudí furono distrutti all’inizio della Guerra Civile. Il 20 luglio 1936, la cripta della Sagrada Família venne violata, e nei due giorni successivi i disegni, le annotazioni e i modelli di Gaudí furono bruciati e fatti a pezzi. Lo stesso mese, il suo amico e parroco della Sagrada Família, Gil Parés, fu assassinato in una cava vicina. Ciò nonostante, sappiamo che cosa fece Gaudí in ogni minuto della sua vita degli ultimi quindici anni. Gaudí era una creatura abitudinaria, sulla quale si poteva regolare un orologio: Messa, preghiere mattutine, l’Angelus e la passeggiata serale per la confessione. Sappiamo a che ora comprava il giornale della sera e in quale chiosco. Ma i meccanismi interni del suo spirito sono andati persi per sempre, nel silenzio del confessionale.

 

 

case <b>gaudi</b> barcellona

Il cortile interno di casa Batlló

Dopo anni di pressioni, l’Asociació pro beatificació d’Antoni Gaudí – che ha operato per accelerare il processo della sua beatificazione vendendo opuscoli e immagini religiose – finalmente si sta avvicinando al suo obiettivo. Nell’estate del 1998, l’arcivescovo di Barcellona, Ricard María Carles, ha dato avvio al processo dichiarando Gaudí santo patrono della sua professione. Il Vaticano deve ancora ratificare questa posizione. Gaudí fu un artista e un architetto che creò (secondo l’arcivescovo) un insieme di opere mistiche, uguagliato solamente dal monumentale Cantico spirituale di san Giovanni della Croce. Come scrisse Ruskin del Beato Angelico, Gaudí era più di un artista: era «un santo ispirato».»

 

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Gijs van Hensbergen (@GvanHensbergen) / Twitter

Gijs van Hensbergen, architetto e storico dell’arte, collabora da molti anni con il «Wall Street Journal», il «Burlington Magazine», il canale radiofonico BBC Radio 4 e con la televisione nazionale spagnola. Il suo ultimo libro, edito dal Saggiatore, si intitola Guernica. Biografia di un’icona del Novecento. Vive a Bridport, nella contea inglese del Dorset.

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1 risposta a ANTONI GAUDI’: CASA BATLLO’–1904-1906 — BARCELLONA — La biografia di Gijs Van Hensbergen, Lindau, 2015

  1. DONATELLA scrive:

    Per Gaudì mi sembra molto appropriata la definizione di ” santo ispirato”.

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